A casa anche se lontani da casa

160621 Casa Anche 2[San Vincenzo Italia]In una città, Milano, che corre quotidianamente e appare distratta, ci sembra strano aver conosciuto una realtà totalmente diversa: la Casa di Accoglienza del Volontariato Vincenziano di Via Poma. Qui il Volontariato con la collaborazione preziosa delle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli lavora nel nascondimento offrendo un prezioso servizio agli altri. Entrare in questa casa è stata per noi un’esperienza unica, che ci ha dato l’opportunità di toccare con mano cosa vuol dire servire Gesù nei fratelli sofferenti. Tutto ciò è possibile ed è realizzato grazie all’impegno comune del Volontariato Vincenziano e delle Figlie della Carità.

Il gruppo di Volontariato sapientemente guidato dalla Presidente Patricia Tersi, si prodiga nel facilitare alcune mansioni. Molto apprezzabile è il Centro di Ascolto, punto di riferimento per tante persone e famiglie in difficoltà, anche fuori della realtà di questa Casa. Qui vengono presi in considerazione i bisogni più urgenti, a cui viene dato sostegno psicologico e qualche dono.

E’ certo che le parole non sono mai troppe quando vogliamo raccontare il nostro incontro e il nostro vivere con le suore, che in questo contesto collaborano, offrendo il loro servizio umile, rispettoso, generoso e gioioso durante tutto l’arco delle ventiquattrore. Questo servizio abbraccia i vari campi materiali spirituali nei quali concretizzano e rendono vivo, visibile, credibile e attuale il carisma dei loro santi Fondatori: San Vincenzo de Paoli e Santa Luisa di Marillac.

Sin dalle prime ore del mattino le suore si occupano di organizzare il servizio agli ospiti insieme al personale. Tutto questo è arricchito da sorrisi, incoraggiamenti, attenzioni al singolo, testimonianza della loro vita religiosa, momenti gioiosi di vita condivisa e perché no, anche qualche abbraccio! Tutto ciò scalda i cuori tristi e preoccupati e fa sentire a casa. Questo rappresenta per noi una notevole crescita umana e spirituale perché ci offre l’opportunità di rivisitare la nostra fede e di rafforzarla. In piena libertà è anche bello condividere semplici momenti di preghiera in cappella.

Ringraziamo il Signore di cuore perché ci ha dato l’opportunità di approdare in questa realtà nascosta. Grazie anche alle volontarie vincenziane per il servizio che offrono; un abbraccio riconoscente alle suore per averci tenute per mano durante la nostra permanenza; sentiamo il bisogno di ringraziare anche il personale perché, nelle specifiche mansioni, con sorriso e umiltà si è preso cura di noi in tutte le situazioni che si sono presentate. Grazie e ancora grazie.

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 “Grazie Casa di Via Poma, mi hai insegnato a convivere con il dolore e a capire quanto è bello condividere con gli altri le nostre situazioni più intime ed apprezzare sempre e comunque la vita. Le suore le porto sempre nel mio cuore, ovunque sono”. (Nella)

“Da persona, colpita da una brutta malattia, posso dire di essere stato molto fortunato nel trovare una vera e propria casa e a casa si sa, un malato guarisce prima. Tutto ciò grazie alle suore, al personale e alle volontarie che qui prestano la loro opera. Le suore poi danno la loro vita a chi viene a risolvere i propri problemi di salute. Io in particolare, sono stato molto coccolato in tutti i fronti: dal cibo, vista la nausea dovuta alla chemioterapia, alle attenzioni ricevute per gli altri effetti collaterali della stessa e della radioterapia. Due aspetti molto importanti sono: il supporto morale nei momenti difficili e non e il fatto di avermi fatto ricredere riguardo l’aspetto religioso e caritativo verso chi ha più bisogno. Grazie di vero cuore, non dimenticherò mai questa esperienza.” (Orlando)

“Io che sono sempre alla ricerca di parole per esprimere il mio stato d’animo, questa volta le ho ben scolpite nel cuore perché anche se a volte non ho avuto voglia di parlare, c’è stato chi in silenzio ha accolto tutto il mio dolore. Perché quando ho avuto il cuore ferito sono state il mio rifugio, quando le lacrime hanno bagnato il mio viso erano lì ad asciugarle e a confortarmi. La sofferenza fa parte integrante della vita e ci serve per apprezzarla meglio. Grazie alle suore ho capito che bisogna sorridere comunque alla vita e ho imparato a farlo anche insieme alle persone meravigliose che hanno condiviso insieme questi momenti di dolore. E’ per tutto questo che li voglio ringraziare. Grazie solo per il fatto di esistere”.  (Cosmina – mamma di Orlando)

“Non è facile condividere con la persona alla quale vuoi bene la triste esperienza della malattia. In questo mi sono venute in aiuto le suore che operano in questa casa di accoglienza che hanno saputo con la loro vicinanza fatta di gesti, attenzioni, preghiera e silenzio arricchire la mia fede, fortificare il mio spirito e darmi quella spinta necessaria per affrontare questa sfida del presente”. (Agata)

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