Beatificazione di 60 martiri vincenziani a Madrid: «Testimoni e profeti della fede e della carità»

A questo grande evento della Famiglia vincenziana hanno partecipato, oltre ai nostri Superiori generali e ai diversi membri dei loro Consigli, oltre 3000 membri di tutta la Famiglia vincenziana.

Dopo un lungo periodo di preparazione, il giorno che ha preceduto la beatificazione dei martiri ci sono stati diversi eventi: i Vespri solenni nella Basilica della Milagrosa, dove i Superiori generali hanno dato il benvenuto a tutti gli assistenti e ad alcuni familiari dei martiri che hanno fatto la loro testimonianza. La stupenda commedia musicale “Primeros pasos” cioè “Primi passi” ha evocato l’origine del nostro carisma ed è stata realizzata da alunni e studenti della Scuola Inmaculada-Marillac. Infine c’è stata una veglia di preghiera nella Basilica della Milagrosa, che ha ricordato la vita dei nuovi beati, preparata dalla Gioventù Mariana Vincenziana.

L’11 novembre, a Madrid, ha avuto luogo la beatificazione, presieduta dal Delegato di Papa Francesco, il Cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, hanno inoltre concelebrato il Cardinale Osoro ed altri cinque cardinali, il nunzio di Sua Santità in Spagna, i vescovi, i vicari episcopali e numerosi sacerdoti vincenziani e diocesani.

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Durante la beatificazione, il Cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, ha detto: «Celebrare i martiri è celebrare l’amore di Dio». Ci ha ricordato che «In Spagna ci sono spesso beatificazioni di martiri», «La Chiesa fa questo con un duplice obiettivo: invitare i fedeli a rimanere saldi nella loro fede e incoraggiare il popolo a evitare il terrore di quegli anni bui». Per questa ragione i martiri «sono un’opportunità per esaltare la forza del bene che sconfigge il male».

«In quegli anni, non venivano rispettati né la vita né le idee degli altri», ha continuato a ribadire il prefetto delle Cause dei Santi, «e l’unico obiettivo sembrava essere quello di annientare la Chiesa cattolica. Fu un vandalismo cieco e ignorante, una tempesta che ha devastato violentemente la nazione, coprendola di cadaveri». In questo contesto, i martiri «sono stati assassinati per la sola ragione di essere cattolici. Il tesoro della carità di questi testimoni ha provocato la rabbia di coloro che erano a favore dei falsi profeti e li incoraggiavano a distruggere la Chiesa e ad uccidere. Nonostante tutto questo i testimoni della fede hanno risposto con generosità e sacrificio».

Secondo il cardinale Amato, la testimonianza di questi martiri ci invita oggi a seguire il loro esempio di fede e di carità nella nostra vita quotidiana e a pregare per i loro carnefici, offrendo così il nostro prezioso dono del perdono. «Noi non possiamo né dobbiamo dimenticare questi martiri, perché essi sono una testimonianza di vita cristiana. Non dobbiamo dimenticare questa tragica storia in modo che questa ondata di odio fratricida non si ripeta mai più», ha concluso il Cardinale Amato.

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Al termine della cerimonia, il cardinale Osoro, arcivescovo di Madrid, ha sottolineato che «la Chiesa non può dimenticare questi figli che hanno versato il loro sangue come il Cristo». Egli ha inoltre sottolineato che «Madrid è una Chiesa di martiri, dove si venerano i resti di 440 santi e beati martiri del XX secolo, i cui resti riposano nella nostra Provincia Ecclesiastica», egli ha poi chiesto a tutti di intercedere per la concordia, la pace e il progresso in tutta la Spagna.

Infine, il Superiore generale della Congregazione della Missione e delle Figlie della Carità, padre Tomaž Mavrič, ha elogiato la testimonianza dei suoi fratelli, dicendo che «questi membri della Famiglia vincenziana hanno seguito fedelmente le due esperienze decisive cominciate da San Vincenzo de Paoli: la carità e la missione: possa la loro beatificazione essere per tutti noi uno stimolo per crescere nella fedeltà alla nostra vocazione».

Nel pomeriggio ha avuto luogo un incontro di preghiera a Cerro de Los Ángeles, santuario dedicato al Sacro Cuore di Gesù che si trova nel centro della Spagna, dove il re Alfonso XIII consacrò la Spagna al Sacro Cuore. Questo Santuario fu distrutto durante la guerra e ricostruito più tardi. Domenica alle 10.13 le celebrazioni si sono concluse con una messa di ringraziamento nella cattedrale di Santa María la Real de la Almudena, presieduta dall’arcivescovo di Madrid.

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