Cammino di Santiago di Compostela – Rabé de las Calzadas (Burgos)

[Provincia di Spagna-Nord] Il cammino di Santiago (via francese) passa da Rabe de las Calzadas, città che dista 12 km da Burgos, dove si trova un ostello per i pellegrini che hanno la possibilità di trascorrervi la notte, c’è anche un bar per prendere un caffè o una bibita. Nei mesi di luglio ed agosto, i pellegrini trovano la Chiesa parrocchiale aperta, vi sono a disposizione delle guide che fornisce varie informazioni e spiegazioni. Da oltre un secolo una comunità di Figlie della Carità è impegnata in diversi servizi a Rabé e nelle città vicine: c’è una scuola che fa anche da collegio. Attualmente al centro “La Milagrosa” c’è una Comunità di Suore in pensione che si occupa di un gruppo di Sorelle che hanno delle difficoltà e di un Centro di spiritualità e formazione che eroga dei corsi, vi vengono organizzate delle giornate di riflessione e di preghiera per Suore e laici.

Da alcuni anni oramai, le Suore si sono aperte a nuove realtà ed offrono ai pellegrini la possibilità di partecipare alla preghiera dei Vespri con loro alle ore 20.00. Il numero dei partecipanti, la loro provenienza e la lingua varia tutti i giorni. Quanto è grande e bello esprimere la propria fede nello stesso Dio con persone provenienti da ogni angolo della terra, che parlano lingue diverse, ma che unite nella preghiera di ringraziamento e di suppliche a Colui che sappiamo ci è vicino e ci ama. Quest’esperienza rafforza la nostra fede personale e la preghiera diventa più universale.

Alla fine dei vespri, i pellegrini ricevono un piccolo libretto, nella loro lingua, con la benedizione del pellegrino e la Medaglia del Miracoloso, che li accompagna lungo il cammino di Santiago e lungo tutta la loro vita. L’accoglienza e le reazioni sono molto diverse: gratitudine, emozione, lacrime … Noi auguriamo loro un buon riposo e “un buon cammino” e gli diamo il timbro per le credenziali dei pellegrini. Per anni, le Suore che amano la Medaglia Miracolosa, si sono messe sul cammino e, col desiderio che Maria accompagni ogni Pellegrino, hanno offerto la Medaglia Miracolosa con rispetto, fiducia e determinazione.

Nel mese di marzo 2017 la Comunità ha preso l’iniziativa di aprire l’Eremo di Nostra Signora del Monastero per offrire una sosta ai pellegrini  che, in estate,  vi arrivano stanchi ed accaldati; un luogo accogliente per godersi un riposo fisico, un tempo di meditazione, una preghiera o semplicemente l’ascolto in silenzio di musica di sottofondo nella Cappella. Due sorelle sono all’eremo dalle ore 9.00 alle ore 13.00, a seconda dell’affluenza di pellegrini. I pellegrini vedono da lontano la porta aperta e molti di loro decidono di entrarvi. Con gratitudine ringraziamo per aver trovato questo spazio aperto e silenzioso, i pellegrini contemplano l’eremo, splendidamente restaurato, fermandosi all’altare centrale e ai dipinti sulle pareti laterali. Molti si siedono, o si inginocchiano sui banchi e rimangono in silenzio ascoltando la musica di sottofondo continuando a pregare. L’atteggiamento di alcuni è veramente commuovente, nonostante la difficoltà della lingua. Un abbraccio sincero e affettuoso è sempre incoraggiante.

Le Sorelle, nella loro semplicità, superano la barriera linguistica, accolgono, invitano e dialogano con i pellegrini con i gesti, l’espressione del volto, o il sorriso. All’ingresso del Eremo ogni pellegrino trova la storia e l’origine della Medaglia Miracolosa nella propria lingua, essi la leggono con interesse e la apprezzano molto. Essi possono inoltre timbrare i loro credenziali e ricevere una Medaglia Miracolosa. Alcuni pellegrini dicono di essere agnostici ma essi raccontano di aver trovato Dio nella natura e negli altri “pellegrini sul cammino”; altri dicono di aver fatto il cammino diverse volte, e che esso li fa rivivere interiormente soprattutto quando sono tristi o un po’ depressi. Quando i pellegrini vengono ascoltati e accolti personalmente, essi parlano delle loro esperienze di gioia e di dolore con commozione e gratitudine. Abbiamo avuto la possibilità di ascoltare dei canti di veri professionisti come per esempio un tenore catalano che cantava l’Ave Maria di Schubert o una coppia di Navarra, membri di una corale, che hanno intonato a due voci «L’anima che cammina nellamore non annoia gli altri né stanca sé stessa» (San Giovanni della Croce). Essi hanno cantato in diverse lingue ed utilizzato diversi strumenti. Gli altri pellegrini hanno ascoltato con raccoglimento, ammirazione e gratitudine.

Siamo grate alla Provincia di Madrid San Vicente per il grande aiuto mandandoci ogni tanto Suor Ana Dignoes, che, conoscendo diverse lingue può essere veramente vicina ai pellegrini. Suor Ana rende tutto più universale ed accogliente.

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