Le figlie della Carità di 4 continenti lottano contro il traffico umano

traffickingMedium2[New York – USA] Dal 4 all’ 11 Agosto 2013 un gruppo di Figlie della Carità appartenenti alle Province di Santa Elizabeth Ann Seton si sono riunite alla San John’s Università di New York per un incontro di una settimana sul traffico di esseri umani a livello mondiale. Le Figlie della Carità dell’Inghilterra, della Scozia, dell’Irlanda, dell’Australia, del Kenya, della Francia e degli Stati Uniti hanno preso in considerazione questo problema complesso dello sfruttamento umano, sessuale e del lavoro forzato, dal punto di vista umano, economico, teologico e sociale, con l’aiuto di relatori esperti in questo campo.

Le partecipanti sono state aiutate a capire che in ogni momento c’è la possibilità che 27 milioni di persone vulnerabili diventino vittime della tratta. Di queste 27 milioni, il 75% sono donne e ragazze, il 27% sono bambini, il 58% riguarda lo sfruttamento sessuale e il 36% riguarda il lavoro forzato. Si tratta di un giro d’affari di 32 miliardi di dollari all’anno. E’ semplicemente orrendo, anzi da capogiro e straziante, realizzare che le vittime sono soprattutto i poveri.

Ogni persona che cade vittima di questo traffico inizia un viaggio da incubo con un barlume di speranza. Le partecipanti si sono interrogate su che cosa si potrebbe fare per aiutarle ed hanno cercato di creare un piano di lavoro per coinvolgere intenzionalmente tutti, giungendo ad una risposta concreta. Riconoscendo la necessità e il valore della preghiera, della comunicazione, dell’educazione e del lavoro in rete, ogni paese presente alla Conferenza ha formulato un piano d’azione potenziale per le Figlie della Carità nella loro Provincia. Il lavoro preliminare delle partecipanti ha assicurato che il tema sul traffico umano rientra nelle conversazioni finalizzate a comprendere come dar concretamente vita alle proposte.

Padre Patrick Griffin, Direttore Generale, durante questo periodo è stato  a disposizione per diverse liturgie e le suore hanno partecipato alla riflessione apostolica tutti i  giorni per approfondire ulteriormente la responsabilità di impegnarsi con la preghiera e l’azione contro questo crimine così complesso e di portata globale. Il lavoro in rete, il supporto, l’educazione e l’azione sono identificati come obiettivi da raggiungere.

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