Avete detto «Confinamento»?

[Provincia del Belgio–Francia–Svizzera] Questa parola pronunciata miliardi di volte dagli abitanti di tutto il pianeta dall’inizio del 2020 e vissuta da altrettante persone, causando disastri umani, sociologici, psicologici, sanitari, economici, ecc., la cui portata si svilupperà nei prossimi mesi, ha rivelato anche un magnifico slancio di generosità sia a livello spirituale che fisico. Per qualche istante, “giriamo la medaglia” (secondo la famosa espressione di san Vincenzo de’ Paoli) e osiamo proiettare uno sguardo di speranza…

In primo luogo, il personale sanitario, in prima linea nella lotta, è stato fortemente incoraggiato dalla popolazione di molte città: alle 20.00 in Francia sono risuonati applausi, grida e rumori inusuali di strumenti improvvisati, facendo risuonare intere strade, esprimendo il sostegno e la solidarietà della popolazione, a testimonianza di quanto sia stato apprezzato il loro lavoro professionale e la loro dedizione. Più concretamente, sono stati portati loro del cibo, pasti e doni, e sono stati organizzati servizi di assistenza all’infanzia per i loro figli per facilitare il loro intenso lavoro.

Non dimentichiamo coloro il cui lavoro si è rivelato indispensabile per la sopravvivenza degli altri: cassieri, panettieri, spazzini… che non hanno mai smesso di lavorare.

Per mantenere il morale alto, sono stati organizzati anche momenti di relax. Infatti, vivere in un appartamento o avere un giardino non dà la stessa impressione di confinamento. Alcuni sono stati creativi, da balconi o terrazze, animando giochi, cantando canti popolari o suonando canzoni religiose e profane scritte appositamente per l’occasione che invitavano altri a ballare; una boccata d’aria fresca prima di tornare dentro quattro mura …

Le persone vulnerabili e isolate sono state assistite attraverso iniziative individuali, associazioni, parrocchie, scuole…: acquisti, telefonate, lettere, pasti, contatti con i servizi sociali; personale sanitario, seminaristi e giovani volontari si sono spontaneamente confinati in alcune istituzioni per diverse settimane per assistere gli anziani ed evitare loro il contagio.

I detenuti non sono stati dimenticati: un numero verde (chiamate gratuite) ha permesso di essere a loro disposizione per l’ascolto 24 ore su 24.

La Diocesi di Parigi, in collaborazione con il municipio della capitale, ha organizzato una distribuzione di cibo per i senzatetto 7 giorni su 7, grazie a più di 500 volontari; più di 1.400 cestini da pranzo al giorno sono stati distribuiti grazie all’organizzazione di un noto Collegio parigino.

E’ successo anche che molti locatori hanno accettato rinvii di pagamento e persino l’annullamento di pagamenti da parte dei loro affituari per gli esercizi commerciali…

Ma, “l’uomo non vive di solo pane”!!!! Presto le chiese sono rimaste aperte, in modo che le persone che uscivano a fare le loro piccole spese potessero fare una breve sosta nell’orario consentito.

Tutti i mezzi tecnici di comunicazione sono stati utilizzati per portare nutrimento spirituale:Celebrazioni Eucaristiche in diretta o registrate, preghiere di ogni tipo – lodi, Rosario, Adorazione del Santissimo Sacramento, Via Crucis, ritiri… – Per l’Annunciazione, si sono messe candele alle finestre, le campane delle chiese hanno suonato a distesa in tutta la Francia!

Nel period del post-confinamento, continueremo a dispiegare tutto questo ingegno, questa devozione, questo zelo, questa fede e quest’attenzione all’altro?

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