Osare andare nelle periferie…

GrazIn questo mese della Risurrezione presentiamo due articoli che toccano il nostro cuore. I lavori presentati rispondono alle attese di Papa Francesco nella sua Lettera Apostolica del 21 novembre 2014 a tutti i consacrati:

“Aspetto da voi gesti concreti di accoglienza dei rifugiati, di vicinanza ai poveri, di creatività nella catechesi, nell’annuncio del Vangelo, nell’iniziazione alla vita di preghiera. Di conseguenza auspico lo snellimento delle strutture, il riutilizzo delle grandi case in favore di opere più rispondenti alle attuali esigenze dell’evangelizzazione e della carità, l’adeguamento delle opere ai nuovi bisogni” (Le attese per l’Anno della Vita Consacrata, punto 4).

Provincia di Francia Nord: “Osare andare nelle periferie delle nostre città, delle nostre strade, per cambiare il nostro sguardo e incontrare i nostri fratelli e sorelle sofferenti” Papa Francesco.

02Nelle strade – di Parigi, della Francia, del mondo – noi incontriamo persone in grande difficoltà: i senza dimora. Chi è questa gente?

Prima di tutto, sono persone. Contrariamente ai clichè, non sono “barboni” ubriaconi o pigri…per noi è molto importante sapere che prima di tutto sono persone, sulla strada, uomini o donne (in numero crescente), con o senza bambini, giovani e anziani. Li vedete seduti sul marciapiede, giacere nei sottopassaggi o vicino a centri commerciali, alle porte delle nostre chiese. Sono anche in automobili, di notte, o vicino alle autostrade, o nei boschi. Sono persone sulla strada ma non sono solo questo. Essi sono portatori di valori, abilità, sogni, storie. Dio li ama così come sono.

Oggi vediamo un numero crescente di persone in situazioni precarie – fra 5.000 e 8.000 persone dormono per strada a Parigi. Non solo dormono, ci vivono anche! Dozzine di persone senza dimora sono morte l’anno scorso a Parigi. L’aspettativa di vita sulla strada è di 49 anni; l’aspettativa di vita in Francia è di 81 anni…Non possiamo accettare questa situazione penosa!

07 filmEssi vengono da vari posti: sono lavoratori poveri, pensionati isolati donne con bambini cacciate dai loro mariti, giovani senza supporto familiare…Noi dobbiamo capire che vivere in strada oggi è una necessità quando si devono fronteggiare grandi difficoltà e non si ha supporto nella vita personale.

Nel 2014 come ci si è ritrovati in strada?

Certamente ognuno ha le proprie ragioni nel profondo, ma le tre cause principali che vediamo più frequentemente sono:

  • Economiche: disoccupazione, licenziamento, inabilità a lavorare a causa di una lunga malattia
  • Di dipendenza: alcool o droga
  • Crolli emozionali: di sicuro le più dolorose

Queste persone non sono solo senza un tetto sopra la testa o un reddito decente, esse mancano anche di relazioni. Tutti noi abbiamo bisogno di una rete di ascolto o di amicizia. Più una persona cade nell’insicurezza, più il cerchio delle relazioni si stringe, fino a diventare virtualmente inesistente.

Essere sulla strada è non possedere nulla e mancare di tutto: comfort, sicurezza, tutti i mezzi per una vita sociale.

01La loro vita quotidiana è dormire fuori, sotto un ponte, in una galleria, affrettarsi verso luoghi di accoglienza di aiuto, fontane, docce, spogliatoi…nella loro vita quotidiana non possono prendersi cura di loro stessi, non sono stimati, vivono nella solitudine e in costante paura, senza famiglia né amici.

Cosa fare? Come poter incontrare i nostri fratelli e sorelle sofferenti?

Nel 15mo arrondissement di Parigi è stato aperto un nuovo progetto dell’Associazione De Paul Francia, con il supporto della Provincia Francia Nord. Si tratta di una collaborazione delle Figlie della Carità di San Vincenzo de Paoli, dei Missionari e dei Fratelli Vincenziani, dell’AIC e delle Conferenze della Società di San Vincenzo de Paoli. Il progetto ospitato nella comunità locale delle Figlie della Carità di Périchaux.

08 soinsGrazie a questo progetto, chiamato “Casa Périchaux”, permettiamo ai disoccupati di trovare “amici”, una “famiglia” temporanea, volontari che li accolgono, li ascoltano, si prendono cura dei loro piedi, dando loro una struttura che risponda ai loro bisogni di base. Questo è un primo passo verso la riabilitazione, per un miglioramento della loro autostima…Questo progetto supporterà dalle 40 alle 50 persone ogni giorno.

Come è nato il progetto?

Durante l’incontro annuale “De Paul International” di Parigi del 2010, i responsabili sono stati impressionati dalla portata della povertà urbana della capitale francese, e dalla mancanza di risorse sufficienti, nonostante gli sforzi degli ultimi anni. Allo stesso tempo, l’appello del Superiore Generale a lavorare per i poveri, ha portato il gruppo a lanciare un appello a tutta la Famiglia Vincenziana di Parigi. È stato condotto uno studio da marzo a giugno 2011 per valutare i bisogni, da cui è nata la Casa Périchaux.

04 La maison des P+�richauxI locali della casa delle Figlie della Carità di Périchaux sono stati messi a disposizione della DePaul Francia per iniziare il progetto. Un servizio di accoglienza per persone senza dimora era stato portato avanti per 10 anni da “L Équipe Saint Vincent di Périchaux”, offrendo compagnia a pranzo due volte alla settimana. Gli stessi volontari sono stati impegnati di nuovo e coinvolti nel nuovo progetto della DePaul Francia.

Oggi è stato formato un comitato direttivo per Casa Périchaux. Dal 2012 è in carica un Direttore del progetto. Siamo in contatto con partners fidati e con il pubblico. Il design per il rinnovamento dell’edificio è terminato, i permessi di lavoro ottenuti, e i lavori sono iniziati nel giugno 2014.

Ci saranno molti servizi sotto lo stesso tetto: docce, lavanderia, cure urgenti, ambulatorio, callista, parrucchiere, laboratori, accompagnamenti a medici specialisti (particolarmente al centro di salute di Rue Miollis, gestito dalla Compagnia delle Figlie della Carità). C’è un accoglienza speciale per donne un giorno a settimana.

05 membres du com de pilotageC’è stato un grande coinvolgimento della Provincia Francia Nord. Dal 2011 le Figlie della Carità fanno parte del comitato direttivo. La Provincia ha supportato gli studi, finanziato e reso disponibili i locali. I lavori di sviluppo e riqualificazione sono stati supervisionati dalla Provincia con il Direttore dell’Associazione. Il Consiglio della “DePaul” è composto da una Suora, un membro della Congregazione della Missione, un rappresentante della Società di San Vincenzo de Paoli e un rappresentante dell’AIC Francia. Perciò stiamo costruendo insieme una risposta Vincenziana al problema dei senza dimora. Altri progetti a Parigi e in altri luoghi in Francia sono in discussione.

San Vincenzo de Paoli diceva “non vediamo molti progressi; questo chiede tempo e pazienza”. È vero che questo progetto ha un lungo processo, ma il nostro lavoro sta già iniziando a portare frutto.

06 le CA - voir membresGrazie per il vostro interesse nel nostro servizio ai poveri che permette a coloro che accogliamo di riguadagnare il loro posto nella società.

Sr. Solange Rault, Comitato Direttivo

Sr. Andrée Blanchet, Consiglio di Amministrazione