UN VIAGGIO DI SPERANZA PER LA FAMIGLIA DI AHMED

Focus_June_16_01In occasione del Giubileo della Misericordia, le Figlie della Carità della Provincia della Sardegna hanno risposto all’appello di Papa Francesco rivolto alle parrocchie, alle comunità religiose, ai monasteri e ai santuari di tutta Europa ad esprimere la concretezza del Vangelo e accogliere una famiglia di profughi. La Superiora generale ha incoraggiato le province d’Europa a tener conto dell’appello di Papa Francesco che è in sintonia con il carisma della Compagnia. Vigilanti ed attente ai segni dei tempi, per discernere e denunciare le cause profonde della povertà, tenendo conto dell’emergenza delle nuove povertà, le Figlie della Carità sono chiamate a dare risposte efficaci, intrepide, persino rischiose che esigono l’audacia della Carità (DIA p.15).

Di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e la fame, e sono in cammino verso una speranza di vita, il Vangelo, la Chiesa e la Compagnia delle Figlie della Carità ci interpellano ad essere prossime ai più piccoli ed abbandonati. Vorremmo dare ai profughi una speranza concreta e testimoniare alla gente, che, aiutando e sostenendo queste famiglie si dà loro la possibilità di crescere e di uscire dalla povertà.

Focus_June_16_02Il viaggio della speranza della famiglia di Ahmed è iniziato il 18 febbraio, quando per lui, la moglie Aysha e il piccolo Omar si sono aperte le porte delle Figlie della Carità; in quel momento Ahmed ha capito che una nuova vita poteva esserci anche lontano dal paese. E ora che c’è anche Khadija, 15 giorni appena, il sorriso sui volti di mamma (31 anni) e papà (36) è ricolmo della speranza di poter trovare un “nuovo” futuro in questa terra che oggi sembra meno straniera di dieci mesi fa, quando sono sbarcati. Anche se non è stato il sogno d’Europa a portarli fin qui.

Focus_June_16_04La Provvidenza ha voluto che in via dei Falconi – Casa Provinciale “Mater Nostra” delle Figlie della Carità della Sardegna – fosse libero l’appartamento che in passato aveva ospitato l’ex arcivescovo Giuseppe Mani. E’ in questo appartamento che, da qualche mese, vive la famiglia di Ahmed, profughi originari del Ghana e fuggiti dalla Libia, a bordo di un gommone, a causa della guerra. A Tripoli Ahmed aveva un lavoro e la sua famiglia viveva bene ma sono scappati perché avevano paura della guerra! In questo periodo aiutiamo la famiglia di Ashmed ad inserirsi ed inculturarsi nella nostra società, il piccolo Omar frequenta già il nostro asilo. Inoltre, stiamo creando una rete di amici e di collaboratori dalla quale possa nascere la possibilità di un lavoro per Ashmed e per sua moglie.

Focus_June_16_03Questo progetto di accoglienza, voluto e promosso da tutte le Comunità locali delle Figlie della Carità della Sardegna, viene portato avanti insieme alle Caritas ed ha durata di sei mesi rinnovabili ad altri sei.

Come dice Papa Francesco: “La carità è contagiosa, appassiona, rischia e coinvolge”! Infatti, nel frattempo sono state accolte altre due famiglie in altre due comunità locali. Una famiglia Nigeriana è stata accolta a Quartu Sant’ Elena e un’altra famiglia del Ghana a Sassari in Casa Santa Luisa.

Nella nostra Provincia stiamo cercando di vivere quanto ci viene suggerito dal nostro Documento Inter Assemblee: dimorare in Cristo, amare, servire, vivere con i più poveri ed andare insieme verso le periferie del mondo.  Possa la nostra passione per il Cristo ed i poveri orientare sempre i nostri atteggiamenti e le nostre scelte.

Figlie della Carità della Sardegna

      Parzialmente tratto da Unione Sarda