Formazione spirituale, Esperienza del Cuore di San Vincenzo

(Celebrazione Personale / Comunitaria)

Nel mese diaprile ci sono due fatti importantiriguardantiSan Vincenzo: il 24 la sua nascitae il 26 la Traslazione delle sue reliquie. Perquesto motivo nell’Annogiubilare del carisma Vincenziano, meditiamosuglieventi specialiinerentia queste due feste: l’Apparizione del Cuore di San Vincenzo a Santa Caterina Labouré.

Evento

Nell’ aprile del 1830, Suor Caterina partecipòalla celebrazione della Traslazione delle Reliquie di san Vincenzo da Notre Dame di Parigi a san Lazzaro. Al ritorno da san Lazzaro, Suor Caterinaandò con le altre Sorelle del Seminario nella Cappella apregaredavanti alle reliquie di san Vincenzo. Uno scritto autografo rivela questo momento emozionante:

«Ho avuto– dice –la consolazione di vedereil suoCuorenelpiccolo reliquiarioin cui erano esposte le reliquie. Mi apparve per tre giorni di seguito: bianco colore della carne, che annunciava la pace, la calma, l’innocenzae l’unione. Poi, lo vidi color fuoco, simbolo della carità,che siaccenderànei cuori. Misembravache la caritàsi sarebbe rinnovataed estesafino all’estremità della terra.Alla fine, lo vidi rosso-cupo, cosa che causava tristezza nelcuore. Sono stata presa da una tristezza che non riuscivo a superare. Non sapevo come o perché ma questa tristezza la riferivo al cambiamento del governo». Una voce interiore le diceva: «Il Cuore di san Vincenzoè profondamente afflitto per le grandi disCatherine_visiongrazieche stanno per abbattersisullaFrancia ».

L’ultimo giorno dell’ottava, videilCuore, che era di colorevermiglioe la voce interiore le disse: «Il Cuore di san Vincenzoè un po’ consolato, perché ha ottenuto daDio, per l’intercessione di Maria, che le sue due famiglie non sarebbero perite in mezzoa queste disgrazieeche Dio se ne sarebbe servito per rianimare la fede ».

[Musica, un momento di preghiera silenziosa …]

la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore” (Osea 2, 16).

In questa visioneha davanti a séil Cuore di San Vincenzo, questo luogo profondo del suoessere, totalmente devoto a Cristo e ai poveri. Attraverso i suoi tre interventi, San Vincenzo propone un progetto di formazionemolto chiaro: “Figlie mie, siate buone cristiane”. Indica dapprima, aCaterinail centro della rivelazione cristiana: quella diDio “Amore” (1 Gv 4, 8), che rivela la pienezza della sua tenerezza per l’umanitànel suoamatissimo Figlio, che darà lasua vita per la salvezza del mondo eche faràdell’Amore –di Dioe del prossimo- il grandecomandamento affidato ai suoi discepoli.

Le Figlie de la Carità… si propongono di seguire Cristo come i Fondatori lo scoprono (cfr. C.8a)

Nella visione del Cuore “bianco”,che annuncia la Paceche Dio concede, San Vincenzo,nonrisvegliavaforse in Caterina la necessitàdi accogliere Gesù, il Principe della Pace, al fine di portare la pace ai poveri? Non è’anche un richiamo alla necessità di ascoltare e rispondere al grido dei poveri a far regnare la pace sulla terra? Nel messaggio della Giornata Mondiale della Pace del 1993, il Papa Giovanni Paolo II disse: “Se vuoi la pace, vai incontro ai poveri”.Non potremmo direche San Vincenzo invita Caterina ad accogliereil dono della Pace con luial fine di costruire, insieme con i poveri, una societàgiusta e fraterna?

Preghiamo

(Insieme) Signore fa’che in noi regni la pace. Donacidi essere dove dovremmo essere,
Fa’ che non dimentichiamo le grandi possibilità che nascono dalla fede, in particolare la vocazione di essere un membro della Famiglia Vincenziana.

Usiamo questi doni e la passione d’amore che abbiamo ricevuto…

Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

(Musica, un momento di preghiera silenziosa …)

Unostesso amore anima e orienta la loro contemplazione e il loro servizio (C.7b).

vincents_heartNella seconda visione color “rosso fuoco”, San Vincenzo manifesta a Caterina la fiamma del suo amore per Cristo ela suacarità ardente e universale per i poveri. Desidera comunicare la sua doppia passione: bruciare del fuoco divino, per accenderlo -“fino ai confini del mondo”- fiamme di amore per i poveri: “tuttii poveri”, “i veramentepoveri”, “per tutti i luoghi”. La Carità diDio trasforma e dinamizza la nostra vita. In questo impulso d’amore, Caterina comprende che la Comunità deve “rinnovarsi” alla radice del proprio essere, al fine di accendereil fuoco dell’amorein tutto il mondo.

Preghiamo

(Insieme) ODivino Salvatore, trasformamiin Te. Che le mie mani siano le tue mani. La mia lingua la tua lingua. Concedimiche tutte le facoltà del mio corpo servano solo per tua maggior gloria. Soprattutto, trasforma la mia animae tutte le suefacoltà:che la mia memoria, la mia volontàe i miei affetti sianola tua memoria, la tua volontàe i tuoi affetti.Tisupplico distruggi in metutto ciò che non è tuo. Concedimi di viverein tee per te, che iopossa dire con San Paolo “Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me” Amen.

(Musica, un momento di preghiera silenziosa…)

Alla scuola del Figlio di Dio, le Figlie della Carità imparano che nessuna miseria può essere loro estranea (C.11a).

Cristo chiama continuamente la Compagnia attraverso i fratelli e le sorelle sofferenti, i segni dei tempi e la Chiesa. Molteplici sono le forme di povertà, molteplici le forme di servizio; uno è l’amore che Dio suscita in coloro che ha chiamato e riunito

Quanto al simbolo del colore «rosso scuro», c’è una connotazione di disgrazia e di sofferenza.Caterina, ricorda la miseria deipoveriche risuona nelCuore di San Vincenzo: “Ho pena dellavostra pena!”.San Vincenzo invita Caterina a far nascere in lei una profonda comprensionee compassione per tutticoloro che soffrono, a comunicarepiù intensamente con i dolori dell’umanità.

Preghiamo

(Insieme) Signore, Padre Misericordioso,che hai suscitatoin san Vincenzo de Paoliuna grandepreoccupazioneper l’evangelizzazione dei poveri,infondiil tuoSpiritonei cuori dei tuoi seguaci.Fa’ che, nell’ascoltare oggiil clamore dei tuoifigli abbandonati,accorriamo fedeli al loro soccorso “comesi corre a spegnere un fuoco”.Ravviva in noi la fiamma del carismache da 400 annianima la nostra vita missionaria. Te lo chiediamo per tuo Figlio,“Evangelizzatore deipoveri”, Gesù Cristo nostro Signore. Amen. (Orazione peril Giubileo del 400°del Carisma Vincenziano).

(Musica, un momento dipreghiera silenziosa…)

Possiamo immaginare con facilitài sentimenti di fede, dicarità, di azione di grazieche animanoCaterinain questi momenti. Senzadubbio, il suo comportamento è impregnato di discrezionee di riservatezza. Lungi dal fuggire dalla realtà di tutti i giorni, Caterinaraddoppia la fedeel’amorenel trascorrere delle suegiornate. Accoglie le istruzioni della direttrice del Seminario che spiegaognigiorno un aspetto della vocazione delle serve deipoveri. Comprende meglioche l’esercizio della carità, esige una vita spirituale profonda. “Una cosa importante, alla qualeci si deve applicare in modospeciale, èvivere per ilSignore…” (Sig. XI, 237). “Procuriamo,…di avere una vita interiore, di fare in modoche Gesù Cristo regni in noi” (Síg. XI, 430). “Se manca la vita interiore, si deve procurarla; se manca questo manca tutto” (Síg. XI, 429).

(Canto finale)

Fonte: 175° Anniversario delle apparizioni del 1830 Suor Claire Herman (Echi 2005, nª2); Santa Caterina, la passione per Dioe per i poveridi Suor Anne PrevostF.d.C. (Echi 2006, nº 2).