LA SANTISSIMA VERGINE, UNICA MADRE DI LUISA DE MARILLAC

Santa Luisa non conobbe sua madre, ma fissava sempre il suo sguardo verso Maria, la Madre di Dio. Nei suoi scritti, santa Luisa parla spesso di Maria, la invoca nelle più diverse circostanze, la propone a se stessa e alle sue Figlie come modello, le consacra la Compagnia delle Figlie della Carità e persino nei suoi dipinti, la sua immaginazione e la sua arte fanno posto a Maria.

Nelle sue preghiere, santa Luisa, suole invocare l’intercessione della Santissima Vergine: «accordatemi questa grazia per l’amore che avete alla Santa Vergine» (S. Luisa de Marillac, Scritti spirituali, ed it. p.985).

Santa Luisa affidò quello che più amava in questo mondo, suo figlio e la Compagnia delle Figlie della Carità, alla Santissima Vergine.

Volle che questa Compagnia fosse devota a Maria e la considerasse sempre come sua Unica Madre.

Dopo la morte del marito, Antonio Le Gras, scrisse:

«Santissima Vergine, prendete mio figlio e me, per favore, sotto la vostra protezione e gradite la scelta che faccio della vostra protezione per la mia condotta, e ricevete i miei desideri e le mie preghiere insieme al mio cuore che vi dono completamente, per glorificare Dio della scelta che Dio ha fatto di voi per essere la madre del suo Figlio…» (. Luisa de Marillac, Scritti spirituali, ed it. p.807).

Preghiamo

Mettiamoci sotto la protezione della Santissima Vergine e diamole il nostro cuore per glorificare Dio, per l’elezione che la Sua bontà fece a Maria.

(musica)

Nel suo Regolamento di vita nel mondo, santa Luisa elenca varie pratiche di devozione in onore della Vergine Maria. Nel suo catechismo spiega e raccomanda l’Ave Maria e il Rosario. Santa Luisa compose un piccolo rosario. Questa devozione di Santa Luisa si è consolidato nella tradizionale preghiera delle Figlie della Carità tra i misteri del Rosario:

“Santissima Vergine, credo e confesso la tua santa e immacolata Concezione, pura e senza macchia. O Vergine purissima, per la tua purezza verginale, per l’Immacolata tua Concezione, per la tua gloriosa missione di Madre di Dio, ottienimi dal tuo carissimo Figlio l’umiltà, la carità, una grande purezza di cuore, di corpo e di spirito, una santa perseveranza nella mia cara vocazione, il dono dell’orazione, una buona vita e una buona morte. Amen “

Preghiera

O Signore, ottienici per l’intercessione di Maria: l’umiltà, la carità, una grande purezza di cuore, di corpo e di spirito, una santa perseveranza nella vocazione, il dono dell’orazione e una santa vita e una buona morte.

(musica)

Ella volle che questa Compagnia fosse devota a Maria e la considerasse sempre come sua Unica Madre. In molte occasioni Luisa si riferiva alla Beata Vergine come unica Madre:

“«…onorare di più la Santa Vergine, e rinnovarle la nostra dipendenza della Compagnia in generale come delle sue figlie più meschine, ma considerandola anche come la nostra degnissima e unica Madre» (S. Luisa de Marillac, Scritti spirituali, ed it. p.869)

«…la Santissima Vergine, nostra unica e vera Madre» (S. Luisa de Marillac, Scritti spirituali, ed it. p.326)

«… da vera Figlia della Carità riceverete in buona parte tutto quello che vi sarà detto da quella che sulla terra voi vedete come destinata a rappresentarvi quella che è vera [madre] in cielo…» (S. Luisa de Marillac, Scritti spirituali, ed it. p.714)

L’espressione del suo testamento spirituale:

«Pegate molto la Santissima Vergine che sia la vostra unica Madre», è la sintesi finale, la testimonianza solenne di tutta la sua vita riconoscente nei confronti della Vergine Maria, sua unica Madre.

Preghiamo

Madre di Cristo e Madre della Compagnia, per la tua potente intercessione ottienici dal tuo carissimo Figlio di essere fedeli all’eredità evangelica dei nostri Santi Fondatori.

(musica)

I suoi Scritti personali e la sua corrispondenza con San Vincenzo esprimono molto bene la sua volontà e le sue convinzioni. Santa Luisa chiede il permesso a San Vincenzo di andare in pellegrinaggio a Chartres:

«Vi supplico umilissimamente di permettermi di fare il viaggio a Chartres durante la vostra assenza, per raccomandare alla S. Vergine tutti i nostri bisogni e le proposte che vi ho fatte. È ormai tempo di pensare a me e davanti a Dio vi dico che io credo che questo sia di grande interesse per il bene della nostra piccola Compagnia» (S. Luisa de Marillac, Scritti spirituali, ed it. pp. 137-138)

Santa Luisa racconta a San Vincenzo del suo pellegrinaggio a Chartres:

«… Lunedì, giorno della Dedicazione della chiesa di Chartres, offrii a Dio i piani della sua Provvidenza sulla Compagnia delle Figlie della Carità, offrendogli completamente la detta Compagnia e chiedendo la sua distruzione piuttosto che si dovesse stabilire contro la sua santa volontà, e domandando per lei – per le preghiere della S. Vergine, madre e custode della detta Compagnia – la purezza di cui ha bisogno. E vedendo nella S. Vergine il compimento delle promesse fatte da Dio agli uomini e nel compimento del mistero dell’Incarnazione, vedendo compiuto il voto della S. Vergine, gli ho domandato per la Compagnia questa fedeltà, per i meriti del sangue del Figlio di Dio e di Maria, e [domandai] che Egli fosse il legame dolce e forte dei cuori di tutte le suore per onorare l’unione delle tre divine persone. Per me in particolare, ho messo nelle mani della S. Vergine la decisione da prendere…» (S. Luisa de Marillac, Scritti spirituali, ed it. pp. 139)

Preghiamo

Per l’intercessione di Maria, Madre di Gesù e Madre nostra, concedici la grazia di vivere aperti e obbedienti alla tua volontà. Fa’ che ogni giorno testimoniamo la tua Carità, ispirati dall’ardente amore del Cuore del tuo Figlio e dal fuoco e dalla forza del tuo Spirito.

(musica)

Luisa chiese a Vincenzo la consacrazione della Compagnia a Maria e la scelta della Vergine come Unica Madre:

«Onoratissimo Padre, non ho osato dichiarare alla vostra carità, a nome di tutta la Compagnia delle suore, che ci stimeremmo molto felici se domani, all’altare, ci metteste sotto la protezione della Santa Vergine; e non ho osato neppure supplicare la vostra carità di ottenerci la grazia di poterla riconoscere sempre per nostra unica madre, poiché finora il suo Figlio non aveva permesso che nessuna usurpasse questo nome in un atto pubblico. Vi domando questa approvazione per l’amore di Dio, e la grazia di fare per noi ciò che bisognerebbe che noi facessimo, e che faremo, se la vostra carità lo approva e ce lo insegna»

(S. Luisa de Marillac, Scritti spirituali, ed it. pp. 719)

Nella sua conferenza dell’8 dicembre 1658 Vincenzo de Paoli pronunciò questa preghiera:

«Poiché la Compagnia della Carità si è messa sotto lo stendardo della tua protezione e tante volte ti abbiamo chiamata Madre, ti preghiamo ora di gradire l’offerta che ti facciamo di questa Compagnia in generale e di ciascuna di noi in particolare. Poiché ci permetti di chiamarti nostra Madre e sei la Madre della misericordia, da cui procede ogni misericordia che ottieni da Dio, degnati di prendere sotto la tua protezione la fondazione di questa Compagnia» (SV, Conferenza del 8 dicembre 1658, n. ed. it. , X, p.963)

(musica)

Il giorno 12 Luisa chiese la Comunione e si preparò, con gran fervore e gioia, a riceverla il giorno dopo. Il parroco di San Lorenzo che le amministrò il Sacramento le chiese di benedire le sue Figlie.

Madamigella Le Gras pronunciò quindi queste parole che lasciò loro come testamento e ultime volontà:

«Care sorelle, continuo a domandare a Dio per voi la sua benedizione e Lo prego che vi faccia la grazia di perseverare nella vostra vocazione per servirlo nel modo che vi domanda.

Abbiate molta cura del servizio dei poveri e soprattutto di vivere bene insieme con una grande unione e cordialità, amandovi le une le altre per imitare l’unione e la vita di Nostro Signore.

Pregate molto la Santa Vergine che sia la vostra unica madre». (S. Luisa de Marillac, Scritti spirituali, ed it. p. 1005.)

Conclusione

Il 15 marzo 1660, in realtà, non è la morte di Luisa de Marillac, bensì la manifestazione della pienezza della sua vita. Il suo primo biografo ci ha fatto conoscere un fenomeno avvenuto attorno alla sepoltura di Luisa de Marillac nella parrocchia di San Lorenzo:

«Di quando in quando esce dalla sua tomba come un dolce vapore che espande un odore simile a quello della violetta e dell’iris; del quale un gran numero di persone possono testimoniare. Quello che è più sorprendente è che le Figlie della Carità che vengono a pregare sulla sua tomba, ritornano a volte così intrise di questo odore che lo portano con sé alle sorelle malate nell’infermeria della casa. Potrei aggiungere la testimonianza dell’esperienza che ne ho fatta varie volte, se ciò fosse degno di considerazione in questo incontro; e potrei dire che, dopo avere preso tutte le precauzioni possibili per esaminare se questo non sarà effetto di causa naturale, non ho potuto scoprire nessuna cui si possa attribuire» (GOBILLON p. 185-186)

Lo stesso biografo ci invita a comprenderne la portata e il significato:

«Ma di qualunque natura sia l’odore che promana dal sepolcro di questa Serva dei poveri, emana uno interamente spirituale degli esempi della sua vita, più prezioso di tutti i profumi, che è un’opera meravigliosa della grazia e il segno più glorioso della sua santità: è questo il vero profumo che penetra il cuore delle sue Figlie e che è per esse un’attrattiva tanto dolce e tanto potente da impegnarle all’imitazione. È questo profumo che impregna tutte le parrocchie e tutti i pastori per ispirare l’amore e l’attenzione dei poveri. È infine, questo profumo che non si sparge solo sulla terra nella Chiesa di Dio, ma è salito fino al suo trono e lui l’ha ricevuto come un sacrificio gradito». (GOBILLON p. 185-186)

Il profumo di violette e iris perdura e si espande sulle Figlie della Carità. Luisa ha promosso la formazione integrale di quante giungevano alla Compagnia. Le ha aiutate a discernere l’autenticità della loro vocazione: darsi totalmente a Dio e servirlo nei poveri. Ha animato la loro vita di preghiera. Ha sostenuto il loro dono a Dio quando sorgevano poco a poco le difficoltà nel servizio dei poveri. Ha creato un vero clima fraterno tra le sorelle. È intervenuta in modo deciso affinché la Compagnia avesse un quadro giuridico appropriato, insistendo soprattutto sul fatto che essa dovesse essere sotto la direzione del Superiore generale della Congregazione della Missione. E, soprattutto, ha inculcato alle sue Figlie il vero spirito della Carità, insistendo sull’eccellenza del servizio ai poveri.

(musica)

Ascoltiamo Vincenzo de Paoli sulla vita di Santa Luisa, come se stesse parlando direttamente a voi:

«Sì, abbiamo un bel quadro e voi dovete guardarlo come un prototipo che deve animarvi a fare lo stesso… Ricordatevi che in ogni cosa lei mirava a conformare le sue azioni a quelle di Nostro Signore. Era come dice san Paolo: Non sono più io che vivo, ma è Gesù che vive in me…Così, cercava di rendersi somigliante al Maestro, imitando le sue virtù. Guardate che quadro! E come ne trarrete profitto? Cercando di uniformare la vostra vita alla sua. Bel quadro, mio Dio: umiltà, fede, prudenza, buon giudizio e, sempre, con la preoccupazione di conformare le sue azioni a quel le di Nostro Signore». L’invito di san Vincenzo è sempre attuale: «rimane da farne un modello»! (SV, Conferenza del 24 luglio 1660, n. ed. it. X, p. 726)

(Tratto dagli Echi della Compagnia novembre-dicembre 2014 – Santa Luisa: «Continuo a chiedere per voi a Dio la sua benedizione» – P. Corpus Delgado cm