Chiamata alla santità

Sr. Léopoldine – Maria Josépha Brandis
(1815 – 1900)
«Se lo vuole il buon Dio, lo voglio anch’io!»

All’epoca della sua morte, l’onorata madre Kieffer scrisse: «Conoscevo la sorella Brandis sin dalla «riunione» … Non ero affatto sorpresa dalle miracolose benedizioni che accompagnavano, passo dopo passo, la sua lunga e santa attività …»

Il 2 novembre 1882, Maria Giuseppina Brandis, Suor Leopoldina, divenne la prima Visitatrice delle Figlie della Carità nell’impero austro-ungarico. Lei stessa ha raccontato con semplicità l’inizio della Provincia a Suor Leblanc, Segretaria della Casa Madre. Di seguito sono riportati alcune citazioni di questa lunga lettera: (Annali del 1883/1884):

«… Ho trovato nella sua richiesta il cuore dei nostri venerabili superiori la cui gentilezza ci fa apprezzare sempre maggiormente la nostra felice “ri – unione” con la vera famiglia di San Vincenzo. … (p.189) … Dopo oltre due anni [di formazione presso le Suore della Carità a Monaco], le mie compagne ed io abbiamo avuto la grazia di pronunciare i santi voti … Dal mese di aprile [1841] il Vescovo ci ha ricordato Gratz. … Dio voleva che i nostri primi passi … fossero segnati dalla sofferenza perché il giorno stesso della nostra partenza una delle nostre care compagne si è ammalata gravemente e abbiamo dovuto lasciarla a Monaco dove è morta pochi giorni dopo (p.191).

“È stato proprio grazie alla Provvidenza che il giorno scelto per la nostra installazione è stato il 24 aprile, anniversario della nascita di San Vincenzo (p.192) … Nonostante questi lieti inizi … ci sono state molte difficoltà, che ci hanno ricordato che il lavoro di Dio dev’essere basato sulla sofferenza e sulla contraddizione … Allo stesso tempo crescevano le esigenze del servizio agli ammalati … Ma le crescenti difficoltà e le fatiche servivano solo ad approfondire l’amore della vocazione delle nostre sorelle (pagina 193). …esse conducevano una vita pia e semplice e si rallegravano di poter praticare bene la santa povertà, la loro generosità piaceva a Dio e attirava molte aspiranti …

“Contando sull’aiuto di Dio, non avevamo cessato … di cercare le vere tracce di San Vincenzo [le nostre regole primitive] … (194). A causa della grave malattia della Superiora generale, a Suor Vincenza, la nostra Superiora di Gratz, è stato chiesto di andare a Monaco il prima possibile … il che ha portato il nostro Vescovo ad affidarmi la gestione della piccola famiglia [25 settembre 1843]. Da quel momento in poi … siamo rimaste completamente libere – con il permesso di Monsignore – di seguire la chiamata che ci ha portato alle istituzioni primitive (195). … questo cambiamento è stato anche l’occasione per un rinnovato fervore … (196).

“Nel 1846, la febbre tifoide era diffusa in tutta la regione …Sono stata talmente contagiata dall’epidemia che hanno dovuto amministrarmi l’estrema unzione: le Suore sono state contagiate, una dopo l’altra, sembravamo a un passo dalla tomba, e la nostra comunità sembrava vicina alla rovina, finché non siamo state salvate grazie alla nostra fiducia in Maria, che abbiamo pregato di mostrarsi vera Madre della nostra piccola Compagnia (p.197).

“… sono scoppiati le rivolte della rivoluzione del 1848 … una sera, … gli insorti si sono radunati sotto le nostre finestre … Ma il Signore, nella sua misericordia, vegliava sulle sue povere serve …”

“La guerra in Ungheria, il colera e la febbre tifoide aumentavano le nostre fatiche e prove (199). Dio è stato così buono da sostituire le nostre Sorelle che erano mancate mandandoci postulanti che non erano spaventate dal lavoro, dalla povertà, dalla malattia o dalla morte … e Madre Mazin ha risposto alla mia richiesta: “Le nostre braccia e i nostri cuori sono aperte per accogliervi, mie care sorelle”! (P.200). … Il 24 ottobre 1850 [data memorabile fino ad oggi] ho lasciato Gratz con un buon prete e una compagna … La sera del 2 novembre, siamo arrivate a Parigi dove ci ha atteso un un caloroso benvenuto (p. 201). … Dopo un periodo intenso di studio e approfondimento, … di quasi 9 mesi, …abbiamo lasciato la casa madre il 24 giugno 1851 (p.202) …… Quando il nostro onoratissimo Padre M. Etienne ha superato le nostre aspettative, visitandoci [in Austria] nell’agosto del 1853, eravamo cento, e oltre alla Casa Principale, avevamo sei opere. … Grazie alla protezione di San Vincenzo, questa nuova e umile parte della sua famiglia è cresciuta ulteriormente, e ora [nel 1882] conta un migliaio di Suore divise in ottantaquattro case, e abbiamo più di novanta Sorelle nel Seminario. ….

“Questa, carissima Sorella, è la semplice storia di ciò che Dio si è degnato di fare … Preghiamo incessantemente e con tutto il cuore in unione con lei …”

A partire dal 1860/1870, Madre Brandis riunisce giovani donne, pie ed esperte nel servizio di persone malate, specialmente quelle a domicilio; ella dà loro una semplice regola di vita e, come modello, Maria che visita Elisabetta. Questa associazione si espande e i suoi membri vengono chiamate «ragazze infermiere» e molto più tardi «Suore di Maria della Medaglia Miracolosa» (oggi è una Congregazione separata).

I disordini politici, le richieste di Suore per il servizio dei poveri, i viaggi e le visite, la responsabilità di conservare lo spirito vincenziano e l’enorme corrispondenza indebolirono la sua salute ma rafforzarono la sua fede nella Divina Provvidenza e nella protezione dell’unica Madre della Compagnia; ciò intensificò inoltre la sua fermezza nell’obbedienza e approfondì la sua preoccupazione materna per le sue sorelle e per i poveri.

Nel 1870, scrisse a una delle sue compagne di 25 anni di vocazione: “… Rallegrati e sii riconoscente a Dio! Ma non pensare di morire prima di essere santa; questo è il mio più grande desiderio per te, mia cara Sorella, che vivi a lungo, santa in mezzo a noi”!

Spesso diceva e scriveva: “A Dio piacendo, lo voglio anch’io”! O ancora: “O Signore, tu sai tutto quello che mi succederà oggi, te lo offro in anticipo e ti lodo per tutte le pene e le gioie”! Circa un anno prima della sua morte, nel novembre 1898, scrisse: “Vogliamo rinnovare questo desiderio [di vivere perfettamente secondo la santa volontà di Dio] fino all’ultimo momento della nostra vita … per lodare e glorificare Dio in eterno”.

Sr. Christa Bauer
Provincia di Graz-Europa Centrale

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