Chiamata alla santità

I santi della porta accanto

Mi piace vedere la santità nel popolo di Dio paziente: nei genitori che crescono con tanto amore i loro figli, negli uomini e nelle donne che lavorano per portare il pane a casa, nei malati, nelle religiose anziane che continuano a sorridere. In questa costanza per andare avanti giorno dopo giorno vedo la santità della Chiesa militante. Questa è tante volte la santità “della porta accanto”, di quelli che vivono vicino a noi e sono un riflesso della presenza di Dio, o, per usare un’altra espressione, “la classe media della santità”. Papa Francesco, esortazione apostolica Gaudete et Exsultatesulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo.

Siamo tutti invitati a camminare sulla via della santità e conosciamo senz’altro dei testimoni che ci circondano e che ci guidano e ci accompagnano su questo cammino. Persone umili e discrete che agiscono per amore nel nome della loro fede.

San Vincenzo disse :

«Non devo considerare un povero contadino o una povera donna dal loro aspetto, né dalla loro apparente mentalità; molto spesso non hanno quasi la fisionomia, né l’intelligenza delle persone ragionevoli, talmente sono rozzi e materiali. Ma rigirate la medaglia, e vedrete alla luce della fede che il Figlio di Dio, il quale ha voluto esser povero, ci è raffigurato da questi poveri» (SV, Brano di Conferenza, n. ed. it., X, p. 26)

Giriamo la Medaglia delle cattive notizie, delle informazioni a senso unico che ci rivelano solo le tragedie e pensiamo a tutti quei piccoli gesti quotidiani che sono tante piccole scintille di giustizia, di pace, di condivisione e di benevolenza, che alimentano la brace della nostra dignità umana.

Ecco un racconto, tra tanti altri, che evoca queste piccole cose che danno vita.

Guardate questo uccellino, da solo su una grande spiaggia … È così fragile in questa immensità!

Cappellano, ho conosciuto una signora in una casa di riposo, talmente piccola e discreta, che sarebbe potuta passare inosservata. Eppure … ella è andata all’ospedale al pronto soccorso, si è sentita persa, tra gli esami, le cure, l’andirivieni degli infermieri e dei pazienti. In questo vortice, si stava perdendo, era giorno o notte? Ha chiuso gli occhi pensando di morire.

Sono andata a trovarla. Il primo giorno, ci fu uno sguardo e alcune parole incoerenti. Ella era sfinita dalla stanchezza. Il secondo giorno, ella sorrise e parlò, anche se a fatica. Ella ha parlato delle sue paure, del suo desiderio di tornare a casa sua alla casa di riposo. Lei si sentiva bene a “casa sua, dove le persone attorno a lei l’apprezzavano”. Il terzo giorno, lei mi stava aspettando, seduta ben dritta sul letto e abbiamo parlato a lungo. Ella era contenta di questo incontro e non voleva che me ne andassi, «rimanga ancora per qualche minuto». Qualcuno bussò alla porta della sua stanza. La porta si aprì e la dottoressa della casa di riposo venne a dirle che tutti la stavano aspettando! Sono rimasta sorpresa. Questa dottoressa era sempre severa in apparenza. Mi incontrava nei corridoi senza rispondere ai miei saluti. In questa stanza avvenne un miracolo! Senza dire nulla, abbiamo sorriso e abbiamo capito che la nostra semplice presenza stava riportando in vita questa signora.

Nel suo letto, questa persona fragile non sapeva più dove guardare, ella era così commossa, i suoi occhi brillavano di gioia, “Mi aspettano”? Ella non era più sola su questa immensa spiaggia, era tornata alla vita, grazie all’amore dei suoi vicini.

La santità non è mai lontana quando il Cristo rianima una persona malata. Eravamo tutte in questa camera e testimoni di questo momento di santità condiviso.

Non avere paura della santità. Non ti toglierà forze, vita e gioia. Tutto il contrario, perché arriverai ad essere quello che il Padre ha pensato quando ti ha creato e sarai fedele al tuo stesso essere. Papa Francesco, esortazione apostolica Gaudete et Exsultatesulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo.

Sr Valérie

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