Testimonianza Vocazionale

“Le promesse di Dio non vengono mai meno”

La famiglia gioca un ruolo importante nella trasmissione della fede e gli avvenimenti della quotidianità aiutano ad approfondire la fede ricevuta.

A causa della povertà, mio padre ha concluso solo il ciclo della scuola elementare; mia madre ha lavorato sodo per ottenere la laurea. Dopo sei anni di matrimonio, sono stati benedetti con sei figli e due di loro hanno consacrato la loro vita a Dio: P. Michael Quilantang Nievales, il primogenito é nell’Opus Dei e io sono una Figlia della Carità di San Vincenzo de’ Paoli. Durante i nostri primi anni di vita (4-5 anni), i nostri genitori ci hanno fatto partecipare alle attività e alle associazioni della Chiesa. Inoltre, andavamo a Messa insieme ogni domenica.

I miei genitori ci hanno anche trasmesso la devozione e l’amore per la Beata Vergine Maria. Ogni sera si pregaval’Angelus e il Rosario e e siamo diventati membri dell’Associazione Nostra Signora di Lourdes. Questo amore per la Beata Vergine Maria mi ha portato ad entrare nell’Associazione delle Figlie di Maria quando ero al liceo dell’Accademia Marillac (ora conosciuta come Scuola di Santa Luisa de Marillac di Miagao).

L’Associazione mi ha portato a scoprire in modo più profondo la povertà della gente quando visitavamo le famiglie ogni primo e terzo sabato del mese. Stare con le Suore a scuola mi ha fatto anche pensare: “Come si diventa Figlie della Carità?” Prima del mio diploma di scuola superiore, ho espresso a una Suora il desiderio di entrare nella Compagnia, ma lei mi ha incoraggiata a “maturare e ad esplorare la vita all’esterno”. Mi sentivo rifiutata eppure continuavo a credere nel piano e nella saggezza di Dio. Credevo che coltivare la fede non fosse sufficiente, avevo bisogno di diffondere le mie radici nella terra. Mentre esploravo la vita all’esterno, ho continuato a discernere circa il progetto di Dio su di me.

Durante mia vita universitaria, ho ricevuto l’invito di una suora a lavorare come codificatore di computer a tempo parziale all’Accademia Marillac. Ho accettato e dopo la laurea mi è stato offerto il lavoro a tempo pieno. Avevo i miei sogni, le esigenze della mia famiglia euna vita promettente all’esterno, non ho più pensato di entrare nella Compagnia delle Figlie della Carità. Fino al giugno 2002, durante la Giornata di preghiera del personale… ho visto nel mio immaginario San Vincenzo de’ Paoli che mi teneva per mano dicendo: “Voliamo dall’altra parte del mare”. Quando siamo giunti all’altra riva del mare, ho visto una grande folla di malati e il mio cuore si è commosso per la pietà. San Vincenzo mi ha guardato sinceramente e mi ha detto: “Questa gente ti sta aspettando…. questo è il momento di raccogliere. Figlia mia, un giorno tu sarai con loro”.

Dio è stato così generoso nella mia vita e sono sicura che si prenderà cura della mia famiglia, infinitamente più di quanto io possa fare. Il mio immaginario mi diceva che la vita VERA viene da Dio che è il desiderio del mio cuore. Il 27 novembre 2002, festa di Nostra Signora della Medaglia Miracolosa, mi sono fatta coraggio e ho osato entrare tra le Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli.

Sono da quindici anni Figlia della Carità e attualmente in missione come infermiera presso la San Juan de Dios Educational Foundation, Inc., un’istituzione che impartisce corsi di medicina e ha anche un ospedale; è amministrata dalle Figlie della Carità. Ogni giorno, sui volti dei malati, posso vedere che “le promesse di Dio non vengono mai meno” (cfr. Giosuè 21, 45). La vocazione si aggrappa alle PROMESSE di DIO…facendosi CORAGGIO… e assumendosi dei RISCHI.

Suor Ma. Sharon Quilantang Nievales, Figlia della Carità
(Provincia di Santa Luisa de Marillac-Asia)