29 Novembre: Giornata Mondiale di Solidarietà con il Popolo Palestinese

Suor Germaine Price, rappresentante della Compagnia delle Figlie della Carità all’ l’ONU, ci comunica le notizie da New York:

[ONU-ONG] Sessantacinque anni fa, il 29 novembre del 1947, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione 181, conosciuta anche come Piano di spartizione del 1947, che prevede la  divisione della Palestina occidentale (territorio soggetto al mandato) in due nuovi stati, uno ebraico e l’altro arabo. La sua applicazione dipendeva dall’accettazione di entrambe le parti. La risoluzione è stata adottata con il voto di 33-12 e 10 astensioni.

Il Piano ha riconosciuto il bisogno dell’indipendenza ebraica e dello stato arabo in parallelo, ma la sua validità come documento potenzialmente legale e vincolante non fu mai sancita, in quanto mai pienamente  accettato dagli arabi.

Dal 1947 diverse risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, i principi di Madrid- tra cui la terra per la pace- il piano di pace, l’iniziativa della Pace Araba del 2002 ed altri accordi esistenti tra le parti hanno rappresentato delle linee precise per il raggiungimento della soluzione dei due Stati e per la pace duratura nella regione. Nonostante gli sforzi innumerevoli nel corso degli anni, il conflitto continua. Intanto, i Palestinesi chiedono di essere uno Stato Osservatore Non Membro dell’Assemblea Generale.

Era il 29 novembre del 1947, anche allora un giovedì, quando l’Onu adottò la risoluzione 181 che prevedeva la creazione di uno Stato ebraico e di uno Stato arabo entro i confini della Palestina-Eretz Israel. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha votato chiaramente, riconoscendo sovrano lo Stato di Palestina e aggiornando il suo status di osservatore da “entità “a ” stato non membro”. Più di 190 i membri dell’Assemblea Generale, 138 sono stati i voti a favore, nove contrari e 41 astenuti. Tre paesi non vi hanno preso parte.

Il Segretario Generale, Ban Ki Moon, nel suo messaggio della giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese afferma:  “L’obiettivo rimane quello di realizzare la pace giusta e durevole che generazioni di palestinesi e israeliani hanno a lungo desiderato: una pace che ponga fine al conflitto e all’occupazione cominciata nel 1967 e garantisca l’esistenza di uno Stato palestinese realizzabile concretamente, indipendente e sovrano accanto ad uno Stato d’Israele che sia sicuro”. Di qui l’appello di Ban Ki-Moon ai leader israeliani e palestinesi “affinché diano mostra di determinazione e capacità di visione. Intendo, inoltre, sollecitare la comunità internazionale ad aiutarli a definire un cammino politico credibile che soddisfi le legittime aspirazioni di entrambe le parti”.

Non è, tuttavia, sicuro se il voto delle Nazioni Unite avrà un effetto duraturo o meno sul tentativo di costruire una pace stabile.

 

Per maggiori informazioni sulla Compagnia delle Figlie della Carità all’ONU: www.cmdcngo.org 

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