Il viaggio della speranza è un diritto di ogni essere umano

[Provincia Spagna-Sud] Molte volte pensiamo che i nostri piccoli gesti di aiuto siano quasi inutili di fronte all’immensa vastità del dolore e delle necessità. Niente è più sbagliato. Questo piccolo esempio di un viaggio della speranza vuole umilmente di dimostrare proprio il contrario. 

Jacobo è un giovane subsahariano di ventisei anni, che un giorno, spinto dalla necessità di aiutare la sua famiglia, aveva lasciato con dolore il suo paese natale e si era imbarcato nella difficile avventura di venire in Europa. All’arrivo a Nador (Marocco) ebbe la disgrazia di subire un assalto da parte di banditi). Costoro lo ferirono lesionandogli i tendini del braccio e colpendolo gravemente al costato, danneggiando i nervi e i tendini di questa parte del corpo. Dopo essere stato operato all’ospedale di Nador, è stato accolto nella nostra mini residenza, perché non poteva camminare.

Col passare del tempo recuperò la mobilità della mano, però non la forza nella gamba, che è rimasta zoppicante perché non aveva forza e sensibilità, questo significa che quando cammina, può cadere, come gli è successo in diverse occasioni. Dopo tre mesi di permanenza tra noi nella residenza, con il team della Delegazione Migrazione di Nador, in cui lavoro, ci siamo chiesti cosa potessimo fare. E in questo momento è iniziato il viaggio verso la speranza. Abbiamo deciso di chiedere al consolato spagnolo un visto umanitario, per questo avevamo bisogno, tra le altre cose, di avere un posto dove questo ragazzo potesse essere accolto. Non ho esitato a contattare le mie sorelle di un altro luogo, e il miracolo si è prodotto, come in altre occasioni in cui ho “bussato” a quella stessa porta. Un’azione coordinata è stata organizzata tra un paese e l’altro (Marocco-Spagna), e alla fine, Jacobo sarebbe stato accolto in una residenza delle Figlie della Carità, questo era sufficiente (per ottenere il visto) in modo che, insieme agli altri requisiti, il console spagnolo a Nador ci avrebbe concesso in un tempo record il visto umanitario. Quando, con gioia abbiamo detto a Jacobo, stiamo andando in Spagna, questi è scoppiato in lacrime e ci ha abbracciato dicendo: Grazie, grazie. È stato un giorno di gioia per tutti noi.

L’incertezza dei giorni passati e il suo sguardo perso che ci supplicava non c’era più. Il viaggio verso la speranza ha preso forma, è diventato realtà. Lo stesso giorno siamo andati con lui in Spagna, dove avrebbe potuto avere l’opportunità di curarsi. Alla fine di un lungo viaggio in aereo e in autobus, dove tutto era nuovo per lui, arrivammo a Siviglia.

Le Sorelle ci stavano aspettando alla stazione, e siamo ripartiti per la Residenza dove, per il momento, sarebbe rimasto. Tutto era una bellissima sinfonia di benvenuto, di Carità, che cercava di farlo sentire a casa. Vedendo quanto era felice, in quel momento, ero fiera di essere una Figlia della Carità, di aver messo, insieme alle mie sorelle, un granello di sabbia per rendere questo mondo un posto migliore. Non è molto, sebbene il valore delle cose non dipenda dalla grandezza o dalla quantità, ma dall’Amore con cui è fatto, e con questo granello di sabbia abbiamo restituito la Speranza e la gioia di vivere ad una persona umana.

Ho pensato alle migliaia di persone che non avranno mai questa opportunità, che moriranno in mare, che arriveranno e saranno riportate nei loro paesi che … non avranno il calore dell’accoglienza. Per il momento, almeno Jacobo, continuerà a fare il suo viaggio della Speranza per trovare una vita migliore, per recuperare la salute, per poter aiutare la sua famiglia.

Il lavoro di collaborazione è stato fondamentale per realizzare tutto questo. Ci sono molti, moltissimi Jacobo, che hanno bisogno di noi; ma saremo in grado di mettere quel granello di sabbia? Il viaggio verso la speranza è un diritto di ogni essere umano. Con la nostra più profonda gratitudine.

Suor María Francisca Tous. Figlia della Carità
tratto da: hhccespanasur.org

Views: 1.821