La mia esperienza alle Nazioni Unite di New York

Suor Germaine Price, rappresentante della Compagnia delle Figlie della Carità all’ l’ONU, ci comunica le notizie da New York: 

[ONU] Come conclusione dei miei studi a Chicago, i Superiori mi hanno dato la possibilità di fare un’esperienza alle Nazioni Unite di New York per sapere qualcosa in più sul ruolo delle Figlie della Carità in questa struttura ed organizzazione complessa. Sr. Germaine Price, che sta lavorando alle Nazioni Unite da più di sei anni come rappresentante delle Figlie della Carità, mi ha presentato poco per volta, per circa un mese, questo mondo complesso ed affascinante.

Presso la sede centrale delle Nazioni Unite ho avuto l’opportunità di visitare la Sala dell’Assemblea Generale, dove si riuniscono i 193 rappresentanti di tutti gli Stati aderenti alle Nazioni Unite per discutere su questioni globali, la Sala del Consiglio di Sicurezza e una varietà di mostre raggruppate sotto lo stesso tema “Le Nazioni Unite: Dalla Guerra alla sviluppo “.

E’ stato commovente vedere i contributi di persone che lottano per la pace nel mondo, i 30 articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani ed il lavoro delle Nazioni Unite per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.

Come Figlie della Carità facciamo parte delle Organizzazioni Non Governative delle Nazioni Unite e, quindi, mi è stato possibile partecipare con suor Germaine ai diversi comitati delle ONG, dove diverse organizzazioni provenienti da tutto il mondo lottano insieme contro la tratta di esseri umani, la povertà, la guerra ecc..

Durante il mio tempo presso le Nazioni Unite sono stata incaricata di lavorare ad un sondaggio on-line, fatto a livello mondiale, dal titolo “sradicare la povertà estrema e la fame”. Ogni questionario proponeva sette domande circa gli ostacoli che i poveri devono affrontare quando si tratta della loro partecipazione ai processi decisionali che li riguardano; in che modo le organizzazioni intervistate lavorano per riuscire a far partecipazione i poveri nei loro programmi e quali sono le pratiche migliori per facilitarne la partecipazione. Su 168 risposte ricevute da 59 paesi, 54 risposte provengono dalle Figlie della Carità di tutto il mondo.

Non è forse meraviglioso che a tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite, non importa se piccoli o grandi, poveri o ricchi, forti o deboli, venga data la stessa possibilità/potere di parola? Ogni nazione occupa un posto importante e ha la possibilità di esprimersi, di ascoltare, ma, soprattutto, ogni nazione deve trascendere le proprie vedute ristrette al fine di raggiungere un livello più profondo di condivisione tra gli esseri umani. In questo tipo di condivisione non c’è posto per l’odio, la violenza e la guerra, ma l’unica cosa che conta è l’amore e la pace.

Come Figlie della Carità presso le Nazioni Unite, ci viene chiesto di aiutare a costruire un mondo in cui le persone di ogni nazione, razza e lingua possano vivere insieme nella gioia, come è scritto nel libro dell’Apocalisse!

  Sr. Christina Laim

Per maggiori informazioni sulla Compagnia delle Figlie della Carità all’ONU: www.cmdcngo.org

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