Congresso delle Scuole Vincenziane in Spagna 23-24 Aprile 2016.

congres logo 600[Province di Spagna] Le scuole Vincenziane sono uno dei servizi più importanti delle Figlie della Carità in Spagna per il numero delle opere e sorelle ad esse dedicate. Ispirate dai nostri fondatori, Vincenzo de ‘Paoli e Luisa di Marillac, esse basano i loro sforzi per l’integrazione sociale degli studenti, la consapevolezza delle persone in stato di bisogno e il valore della conoscenza come mezzo per meglio servire gli altri. Al momento in Spagna ci sono più di 140 centri educativi, con 4.370 docenti e 62.000 studenti. I principi che ispirano lo stile educativo della scuola Vincenziana sono:

  1. la formazione integrale degli alunni secondo con una concezione cristiana della vita e del mondo.
  2. l’opzione preferenziale per i più deboli a livello economico, capacità intellettuale o altri limiti.
  3. Esperienze di valori evangelici, attraverso i quali mostriamo che Dio ci ama.
  4. L’impegno per la giustizia e la solidarietà universale, con una partecipazione attiva nella trasformazione e nel miglioramento della società.
  5. Rapporti e ambiente educativo basati sulla semplicità.
  6. Il rispetto della vita e della natura, stimolando la responsabilità di fronte al progresso della scienza e della tecnologia.

Lo spirito della Compagnia consiste nel darsi a Dio per amare Nostro Signore e servirlo nella persona dei poveri materialmente e spiritualmente, nelle loro case e altrove, per istruire le povere giovanette, i bambini, in generale tutti coloro che la divina Provvidenza vi manda. S.V. IX, Conf. 9.02.1953.

Metterà attenzione nell’istruirle bene nei misteri della fede e nei buoni costumi, facendo conoscere loro il bene e il male, più che nel farle progredire nella lettura e nell’imparare a memoria tante frasi, le quali sono piuttosto curiosità e vanità che non la solida scienza, che consiste nel capire bene quello che si impara e nel farne buon uso.(S.L. A 91bis, Ufficio della maestra di scuola) Il modo migliore di insegnare è fare (L. 29. 9.7.1640 all’Abate di Vaux).

I nostri centri hanno una forma particolare e certa di percepire la realtà, che può essere sintetizzata in due fattori chiave:

  • Una visione di speranza, critica e ottimista di ciò che accade nel mondo, che genera aspettative positive nelle persone, gruppi e famiglie, a partire dal loro potenziale e non dalle loro carenze.
  • Una visione presa dai valori evangelici. Proprio come Gesù di Nazareth, noi accettiamo le persone con i loro valori e le loro situazioni e offriamo loro un arricchimento vitale che viene da formazione spirituale e religiosa.

Il processo educativo non è fatto in modo isolato, ma con gli altri: la famiglia, gli amici, la comunità, la società e il mondo. Così i rapporti interpersonali, così reali nella nostra esperienza fraterna, comunitaria, pedagogica e pastorale, sono stabiliti secondo uguaglianza e inclusione, senza discriminazioni di alcun tipo: né culturali, né religiose né di genere.

http://www.congresocev2016.org/

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